Marco Palma interviene sui roghi tossici della Magliana

Campi rom a Roma, cittadini tornano a segnalare i roghi tossici alla Magliana

Marco Palma scrive all’XI Municipio di Roma e l’ASL Roma 3: nei campi nomadi presenti tra la Magliana e Portuense, proseguono i roghi tossici

I campi rom non sono solamente un problema sociale per la città di Roma. Lo sanno bene i residenti della Magliana e la zona Portuense nell’XI Municipio, che ormai ogni sera sono costretti a respirare diossina e fumo dei roghi provenienti dalla baraccopoli a poca distanza dal viadotto. Una situazione che ormai aleggia da anni, con tanti residenti che cominciano a mostrare gravi problemi di salute proprio per la costante inspirazione di polveri sottili e tossiche.

I campi rom di Roma sono un problema per la salute dei residenti: la situazione alla Magliana

Con un documento protocollato ieri, sulla vicenda torna a parlare il consigliere dell’XI Municipio di Fratelli d’Italia Marco Palma, che nuovamente ha scritto una lettera alla Protezione Civile, gli uffici comunali e l’ASL Roma 3. La situazione degli accampamenti sotto il viadotto di Riva Pian Due Torri, via Asciano, via Isacco Newton e sul lato di Monte Cucco, è diventata insostenibile per i costanti e puntuali roghi tossici.

Come evidenzia il consigliere Palma, l’area occupata dai nomadi è diventata una discarica abusiva a cielo aperto. Nel suo interno, i fuochi vengono accesi non solo per cucinare. In maniera visibile al pubblico e soprattutto percepibile all’olfatto, i rom utilizzano lo spazio per smaltire una grande quantità di rifiuti in maniera completamente illegale. Roghi dove, al loro interno, vengono bruciati anche materiali plastici e coi fumi da considerarsi altamente inquinanti e nocivi per la salute umana.

Un problema anche per la viabilità capitolina

I roghi tossici, soprattutto poi quelli che si presentano sotto il viadotto Riva Pian Due Torri, non diventano un problema solo per il quieto vivere di quei quartieri che affacciano tra la Portuense e Magliana. Il fumo, quando il fuoco è accesso, crea gravi problemi di visibilità anche agli automobilisti che viaggiano tra la via Ostiense, viale Guglielmo Marconi e via Isacco Newton: una condizione cui si aggiunge anche l’area irrespirabile, con tanti viaggiatori che rischiano ogni giorni di avere un malore al volante in prossimità di quella zona.

Il campo rom degli orrori all’XI Municipio di Roma

Le situazioni dei campi nomadi sotto la Magliana, come evidenzia il documento girato all’Asl Roma 3, pone degli importanti interrogativi anche sulle condizioni in cui vivono gli occupanti. Non solo la stretta convivenza con la spazzatura e i topi, ma anche costretti a evacuare i propri bisogni fisiologici presso latrine rudimentali e create in mezzo alla discarica. Una condizione invivibile per qualsiasi essere umano, soprattutto poi nel caso di minori presenti all’interno dell’area abitata dai rom.

L’estate scorsa già si verificò un disastro ambientale

La lettera del consigliere Palma, se letta attentamente, pone l’accento su come serva prevenire eventuali catastrofi con tempismo e soprattutto prima che torni il caldo nella Capitale. Viene menzionato, in tal senso, il grave incendio che toccò l’insediamento di via Asciano: al suo interno, l’estate scorsa, esplose un devastante rogo, capace di sprigionare nella zona livelli di diossina superiori alla norma consentita.

Da quegli eventi, che per giorni “avvelenarono” l’area tra via Isacco Newton e Monte Cucco, la cittadinanza chiede l’immediata bonifica di quelle aree occupate e soprattutto lo sgombero delle comunità nomadi che vivevano lo spazio. A distanza di quasi un anno, nonostante l’esperienza del grave incidente alle spalle, dall’XI Municipio sembra non essersi mosso nessun tipo di iniziativa amministrativa, con le baraccopoli che sono ancora presentì nello stesso punto dove sorse l’incendio.

L’intervento del consigliere Marco Palma

La linea di Palma è molto chiara sull’annale problema che tocca i confini tra XI, IX e X Municipio. Il Comune di Roma deve attivare gli sgomberi degli accampamenti abusivi, facendo tesoro degli incidenti accaduti negli ultimi anni in questo quadrante della Città Eterna. Una mossa necessaria per garantire un ambiente accogliente e più dignitoso agli occupanti, ma soprattutto evitare che i residenti della zona possano continuare ad ammalarsi di gravi patologie oncologiche o che toccano il sistema respiratorio.

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