Dal Campidoglio balena la suggestiva idea di un Commissariamento politico del X Municipio: bocciata la conduzione di Ostia da parte del presidente Mario Falconi
Se lo dicono dal Campidoglio, dobbiamo intuire come veramente il governo di Centrosinistra su Ostia abbia combinato solo danni. La manifestazione del 2 aprile a piazza Anco Marzio fa ancora parlare visto il grido dei cittadini per la dignità del territorio lidense, eppure dal Comune già pensano a stringere ulteriormente quel guinzaglio che ci lega alle stanze e soprattutto alle decisioni del Campidoglio. A due anni dalle elezioni comunali e municipali, il sindaco Roberto Gualtieri boccia l’operato del presidente Mario Falconi e chiede alla sua Giunta una maggiore attenzione sul X Municipio.
L’ombra del nuovo commissariamento politico su Ostia
Nel 2015 il territorio lidense visse un commissariamento prefettizio, mentre tutto oggi prenderebbe le vesti di una bocciatura politica interna al Centrosinistra per la conduzione del X Municipio. Come fossimo una precisa segreteria locale di partito, dai vertici starebbero valutando la soluzione d’inviare un commissario a controllare le sorti del territorio lidense in vista del 2027: leggasi anche, in una formula prettamente più politica, a contenere i danni in vista del prossimo voto amministrativo.
Il Sindaco di Roma boccia la conduzione politica del X Municipio?
Si rivelassero corrette alcune conclusioni espresse dalle pagine de Il Messaggero Roma, al Campidoglio hanno più di un problema col territorio di Ostia. Gli incendi agli stabilimenti balneari, in ordine temporale, sono solo l’ultima problematica che si va a inanellare in un territorio dove la Giunta locale non riesce più a dare risposte. Gli Assessori rimangono vaghi sulle problematiche, soprattutto quando si parla di fenomeni come il degrado urbano, l’emergenza abitativa, il decoro delle aree pubbliche e la sicurezza stradale.
Linee politiche ambigue, ormai rese più confuse anche da costanti interventi politici a mezzo stampa dove di concettuale e costruttivo non viene più discusso nulla. Un vortice sulla testa del Centrosinistra locale, diviso anche nella linea politica da tenere sul territorio nonostante rappresenti la maggioranza del X Municipio: in primis sul tema dell’onorabilità di Ostia, dove ci sono politici che hanno partecipato alla piazza del 2 Aprile e chi, al contrario, ha descritto l’evento come “la piazza dei Fascisti” e difende a spada tratta le scelte dell’ex prefetto Franco Gabrielli.
L’Assessore del Campidoglio previsto a Ostia
Se l’arrivo di un Assessore dal Comune di Roma potrebbe essere un segnale di maggiore vicinanza del Campidoglio al X Municipio, nella realtà dimostra come ci sia un totale distacco tra realtà municipale e apparati comunali. Uno strappo così evidente da dover inviare un commissario politico, benchè tutte le decisioni più importanti sul piano finanziario e istituzionale vengano decise all’interno dell’Aula “Giulio Cesare”.
Una situazione dove sembra non esserci limite al peggio, lasciando la possibilità di sorprese con l’avvicinamento al periodo primaverile del 2027: quello, per intenderci, dove i cittadini romani e lidensi saranno chiamati a scegliere la guida per il Comune e i 15 Municipi che compongono Roma. X Municipio e Ostia compresi. Una data dove, inevitabilmente, verrà data una valutazione al governo della Città e all’opposizione, che dovrà dimostrare di essere capace a proporre un programma efficace per vincere e gestire la Città Eterna.
Una situazione che rilancia l’idea della svolta autonomista
Tra beghe di partito nella maggioranza lidense e comunale, è indubbio come la cittadinanza sia delusa di una gestione altamente insufficiente della Città Eterna e soprattutto la sua fascia costiera. La speranza di cambiare la rotta sotto il Giubileo, come promesso anche dal sindaco Gualtieri, si scontra con la realtà dei fatti oltre che le foto e i video ben visibili su Internet: una Capitale europea allo sbando sotto ogni punto di vista, diventando oggettivamente invivibile per residenti e turisti che vengono a trovarci.
Ecco allora come, almeno per Ostia, si risveglia la voglia di una svolta autonomista. La possibilità di diventare Comune, nonostante sia necessario trovare la giusta chiave per far indire il terzo Referendum sulla materia e sperare in una cittadinanza che abbia compreso la necessità di tagliare il guinzaglio col Campidoglio. La necessità, per la località di Ostia, di avere un proprio Sindaco che gira tra la gente e non aspetta dal Campidoglio la “pappa pronta” da raccontare alla cittadinanza.