Per l’etichetta discografica di Nusica.org, il gruppo dei PDuRN presenta la nuova fatica musicale: l’album Coglians. Ecco l’intervista esclusiva agli autori
Il gruppo musicale dei PDuRN lancia il proprio nuovo album musicale: Coglians. Ispirato al noto monte friulano, l’opera artistica promette un viaggio melodico tra le dimensioni della calma, la riflessività e soprattutto quei misteri che si celano dietro il mondo. Scritto e pubblicato con l’etichetta di Nusica.org, oggi la nostra testata è riuscita a intervistare gli autori e capire cosa vogliono trasmettere al pubblico con la loro ultima fatica musicale.
I PDuRN presentano il nuovo album Coglians
Il vostro nuovo album si intitola “Coglians”, un nome che richiama immediatamente la montagna più alta del Friuli Venezia Giulia. Cosa vi ha ispirato nella scelta di questo titolo e come si lega al concept del disco?
Coglians deriva dal brano omonimo di Daniele “Alle pendici del Coglians”, il brano è stato composto durante un escursione sul monte friulano e secondo noi rispecchia alcune caratteristiche tipiche della montagna, come la calma, la riflessività e anche il mistero e i miti che ricoprono quel mondo. Abbiamo scelto questo titolo perché la montagna, o in generale la natura, è un concetto che abbiamo molto a cuore e ci ha accompagnato fin dalle prime nostre esibizioni.
Il vostro sound è un mix di jazz, influenze contemporanee e richiami alla musica tradizionale. Come definireste il vostro genere e quali sono gli artisti o le esperienze che hanno maggiormente influenzato la vostra musica?
Siamo tre musicisti molto diversi, con background altrettanto differenti: dalla musica classica al jazz contemporaneo, fino al folk. Non amiamo particolarmente l’idea di etichettarci in un genere, ma probabilmente sarebbe difficile definirci con un solo stile. Come detto prima, la musica folk è una parte importante delle nostre influenze. In ambito jazzistico, invece, tra gli artisti che ci hanno ispirato più di altri c’è Paul Motian, con le sue composizioni fuori dagli schemi, che spaziano da ballad dilatate a brani rock.
Alla scoperta dell’album musicale Coglians
Nel disco avete collaborato con il chitarrista Marcello Abate. Come è nata questa collaborazione e cosa ha apportato il suo contributo al vostro lavoro?
Marcello è un musicista straordinario, capace di arricchire la musica con qualcosa di nuovo, ma senza mai appesantirla, riuscendo a farla ‘respirare’ continuamente. Quando abbiamo pensato a un ospite, è stato lui la nostra prima scelta. Ci siamo sempre trovati bene sia umanamente che musicalmente. Ha suonato nei brani “Alle Pendici del Coglians” e “Wilderness”. Nel primo, ha creato una nuvola di suono che risponde e accompagna il tema, mentre nel secondo ha realizzato un assolo strepitoso.
I vostri brani sembrano comunicare tra loro, creando una sorta di narrazione musicale. Qual è il filo conduttore che lega i pezzi di “Coglians” e cosa volete raccontare attraverso la vostra musica?
Il nostro filo conduttore è probabilmente la necessità di raccontare qualcosa attraverso la nostra musica, che può essere una storia o un’immagine. Non c’è un concetto che lega tutti i brani, in quanto sono composizioni di tutti e tre. Questa differenza si nota chiaramente nelle sonorità, che rispecchiano molto anche i nostri caratteri personali. Siamo riusciti, tuttavia, ad arrangiare i brani in modo da creare un suono che accomuni tutte le composizioni dell’album.
Forse può sembrare già sentito, ma con la nostra musica ci piacerebbe raccontare noi stessi e far immedesimare l’ascoltatore nella storia o nell’ambiente che descriviamo.

I PRuRN parlano della nuova fatica musicale
“Alle pendici del Coglians” è il singolo che anticipa l’uscita dell’album. Cosa rappresenta questo brano per voi e perché lo avete scelto come biglietto da visita del vostro nuovo lavoro?
Alle Pendici del Coglians è l’arrivo di una ricerca che abbiamo fatto sul suono e probabilmente il raggiungimento di una quadra sonora. Fin dai primi incontri ci siamo imbattuti in brani provenienti dalla tradizione folk americana (e non solo), brani ispirati ad artisti ‘outsider’ come Paul Motian e, ovviamente, brani appartenenti alla tradizione jazzistica più comune. Il risultato sonoro rispecchia pienamente il brano “Alle Pendici del Coglians”.
Quali sono i vostri progetti per il futuro? Avete in programma concerti o iniziative per promuovere “Coglians” e quali sono le vostre aspettative per questo nuovo album?
Abbiamo in programma alcuni concerti per promuovere il nostro disco. Suoneremo il 3 maggio 2025 al Die Zentrale zum Rieblwirt di Landshut, in Germania, il 9 maggio 2025 allo Sghetto Club di Bologna, il 5 luglio 2025 alla Vigna Cunial di Traversetolo (PR) e il 5 agosto 2025 al Guastalla Jazz Festival (RE). Inoltre, abbiamo vinto il bando ‘Encoder’ del Comune di Modena, che ci permetterà di collaborare con un artista a nostra scelta e di registrare un nuovo EP, il tutto entro il 2026. Inoltre stiamo lavorando sull’organizzazione di altri concerti per l’estate e l’autunno che pubblicheremo e pubblicheremo sui nostri social.